La farina di pesce è il risultato della lavorazione del pesce intero, pescato in alto mare, tramite pressatura, cottura e macinazione. Con le nuove normative è proibito, nell'Unione Europea, l'utilizzo nei mangimi di farina di pesce prodotta con materia prima ad alto rischio (ex. pesci morti in allevamento). Solo una minima parte viene prodotta con gli scarti della lavorazione del pesce ad uso umano, e pertanto considerati a basso rischio, come per esempio quelli della lavorazione del tonno in scatola.

La farina di pesce commercializzata dalla Sapizoo spa proviene solo ed esclusivamente da pesce fresco pescato in alto mare. Le specie più utilizzate sono: Acciughe, Sardine, Sgombri e simili per il Sud America, Sprat, Tobis, Capelin e altri pesci della famiglia delle Aringhe per il Nord Europa. È tassativamente proibito dalla convenzione di Washington l'utilizzo di mammiferi marini (come balene e delfini). Inoltre i periodi di pesca sono scrupolosamente regolamentati, con divieti periodici di pesca nei periodi di riproduzione e per pesce inferiore alla misura stabilita dalle autorità competenti. Questo per evitare il depauperamento della fauna ittica. E' infatti interesse primario di pescatori, produttori di farina di pesce ed utilizzatori della stessa, che si possa continuare per sempre a pescare le stesse quantità di pesce!

 

Il pesce, dopo essere stato pescato, viene portato nel più breve tempo possibile ai terminali di scarico, che sono collegati direttamente all'impianto di trasformazione.
Minore è il tempo in cui viene lavorato il pesce, dal momento della cattura, migliore sarà la qualità della farina e dell'olio prodotti, in quanto, se il processo di decomposizione è solamente all'inizio e le ammine biogene si sviluppano in misura limitata, la proteina diventa molto digeribile. Ciò che infatti conta, nella farina di pesce è, non solo che la percentuale di proteine sia elevata, ma che le proteine siano digeribili e non degradate, come potrebbero essere quelle ottenute lavorando scarti di pesce o pesce che è stato pescato da parecchie ore. Pertanto fondamentali, per capire la validità di una farina di pesce rispetto ad un'altra, sono i valori delle ammine biogene come Istamina, Putrescina, Cadaverina e Tiramina, oltre all'analisi degli amminoacidi essenziali come Lisina e Metionina.

 


1. Pesca in mare.
2. Scarico dalle stive dei pescherecci ai depositi della fabbrica di produzione.
3. Bollitura della materia prima.
4. Pressatura della materia prima cotta e separazione della parte liquida da quella solida
5. Decantazione della parte liquida da cui vengono eliminate le parti solide ancora presenti e reimmesse alla lavorazione con la parte solida già separata.
6. Centrifugazione della parte liquida e separazione dell'acqua dall'olio.
7. Evaporazione dell'acqua e reinserimento della parte solubile rimasta nella parte solida separata all'inizio del processo.
8. La parte solida viene essiccata a circa 80°-100°. La temperatura non deve essere troppo elevata e il processo deve durare il minor tempo possibile per non distruggere la proteina. L'essiccazione avviene con due tipi di impianti: quelli a fuoco diretto e quelli a vapore o a fuoco indiretto. I primi, detti "Flame dried", sono stati gli impianti con cui anni fa si è cominciato a produrre farina di pesce ma hanno il problema di "scottare" la materia prima e di rovinare in parte la proteina. I secondi sono gli impianti di nuova generazione, detti "Steam dried", che cuocendo con l'aiuto del vapore non degradano le proteine e producono una farina di maggior pregio. Le farine di pesce cosiddette a "bassa temperatura" - LT- sono essiccate a 70° in modo tale da avere caratteristiche ancora migliori rispetto a le altre.
9. Alla farina così prodotta viene aggiunto dell'antiossidante (in genere Etossichina o BHT)
10. Dopo essere stata sottoposta ad analisi per la verifica della presenza di Salmonella e Germi Patogeni, la farina viene stoccata ed è pronta per essere consegnata.